Dall’ugro-finnico “Rabarbara”, usato ancora nei paesi di lingua slava; ma si trova anche in Islanda come canta la vecchia ballata “Rabarbara-Rúna”:
Þarna er hún, Rabarbara-Rúna
Sjá þarna er hún, Rabarbara-Rúna
Rabarbara-Rúna, rosa pía er hún.
In origine “rararabarbara” ovvero rabarbara rara che a causa della eccessiva allitterazione venne presto trasformata in ra-barbara e nel più confidenziale Barbara.
Che dire di questo nome se non che emana profumi himalayani e promette benefiche conseguenze.
Gustoso e saporito come il tempo che fu: non c’era honest’uomo che si rispettasse che non avesse in tasca una o più caramelle al rabarbaro, così come non c’era nonna che non celasse tra le innumeri pieghe della gonna uno scatolino colmo di tabacco da fiuto. Due stimolanti, diversi ma accomunati dalla simile funzione sociale. Perché la rabarbara, pianta illustre e colta (nel senso di raccolta) nel tempo giusto, arricchiva la mente e aumentava il benessere (materiale), dei fortunati possessori
set 09 2010
Barbara
Tags: BArbara, lingua slava, rabarbaro, tabacco, ugro-finnico
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