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set 09 2010

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Bruno

Bruno è la forma estesa di Br1 ovvero un atomo di Bromo, però, mentre il bromo (dal greco bromos=puzza, cattivo odore), considerato come elemento chimico è, tutto sommato, insipido, quando lo guardiamo dal punto di vista della fisica, cioè come atomo, tutto ci diventa denso di significati.
Uno dei Lehman Brothers cantava nel famoso hit dell’autunno 2008:”Br, Br, Br, Br-one!/Make the xxxxx so, if you can!” Che liberamente tradotto fa “Br, Br,  Br, Br-uno!/come te non xxxx nessuno!”
Sgombriamo subito il campo da alcuni equivoci che continuano a resistere malgrado i lodevoli tentativi di alcuni tra i più insigni “onomasticisti” di fare ordine nel caos delle tradizioni più traditrici. Uno per tutti il francese Étienne Brillat-Savarin-Fil-de-la-Nièce, che con la sua monumentale ricerca “Physiologie du Prènoms, ou Méditations de Onomastique Transcendante; ouvrage théorique, historique et à l’ordre du jour, dédié aux Anthroponymistes parisiens, par un Professeur, membre de plusieurs sociétés littéraires et savantes” sgombra il campo da ogni dubbio residuo.

 Se ci è consentito sintetizzare il risultato di tanto studio, potremmo confermare che
“Anche san Brunone, celeberrimo isotopo del Bruno, meglio conosciuto come Br11 (si legge Br1-ne, altri leggono Br-1-one), conferma l’origine del suo nome diventando famoso per la chartreuse che in una delle fasi della sua preparazione “profuma” di Bromo che più non si può, per poi trasformarsi nella delizia liquorosa che tutti(?) conoscono”.
Infine due elementari “ragionamenti” che, purtroppo pochi si prendono cura di fare:
Se Bruno derivasse da “braun” si chiamerebbe Brano. Se derivasse da “brown” si chiamerebbe Marron.

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